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I contenuti pensati per la fruizione on line si sono conformati verso forme che costituiscono zone di comfort per il lettore: temi legati a trend di attualità, di fruizione veloce e che consentono una forma di approfondimento meramente orizzontale.
Infatti come sostiene l’economista Tyler Cowen, “quando l’accesso all’informazione è facile, tendiamo a favorire il corto, il dolce e il piccolo.“
Queste caratteristiche si adattano perfettamente alle nuove configurazioni del cervello umano, capace di sovrapposizioni e di collegamenti orizzontali prima impensabili, ma col tempo, il nostro cervello sta diventando incapace di mantenere la concentrazione su un singolo tema.
Una forma di comunicazione legata strettamente allo sviluppo di internet è il blog.

I testi dei blog possono rientrare in tutte e quattro le categorie di tempo di scrittura conosciute:

• scrittura rapida e non revisionata: testi scritti di getto senza nessun tipo di pianificazione o revisione;

• scrittura rapida e revisionata: testi scritti rapidamente, senza progettazione preliminare ma con un qualche grado di revisione;

• scrittura convenzionale: testi scritti all’interno di un processo pianificato con revisione accurata;

• scrittura progettata per altri tipi di pubblicazione: testi scritti per altri mezzi (tipicamente, per la diffusione a stampa) e copiati o pubblicati meccanicamente sul web.

Ma la categoria certamente più diffusa è la seconda.
A questa visione si sono sempre contrapposti i libri, prodotti editoriali che sono detentori massimi di un tipo di conoscenza differente, che costringe ad esplorare l’approfondimento verticale e che devono rinunciare alla possibilità di cavalcare trend attuali.
Rifacendoci allo schema sopra stiamo evidentemente parlando della terza categoria di scrittura.

Bootleg è il simbolico punto di fusione tra book e web blog, tra scrittura rapida e revisionata (perché frutto dell’esperienza dell’autore) e scrittura convenzionale (perché il saggio è un tassello di un progetto più ampio).
Bootleg è un esperimento di comunicazione e di creazione di contenuti che unisce caratteristiche opposte delle due diverse dimensioni, è la nostra macchina da scrivere e il nostro torchio tipografico.

Col termine bootleg si intende generalmente un prodotto editoriale prodotto in violazione delle leggi sul copyright. la parola è diventata un verbo ed un aggettivo usati per indicare rispettivamente l’azione del contrabbandare e l’oggetto contrabbandato.
Nel nostro caso viene distribuito Bootleg semplicemente perché il prodotto originale non è mai stato ufficialmente o sufficientemente commercializzato, il nostro oggetto contrabbandato è il sapere.

Bootleg è una raccolta di saggi: 10 uscite, 50 saggi, 50 autori e a fine percorso un libro antologico dell’esperimento.

Un osservatorio sulla contemporaneità, composto da professionisti del settore design, moda, comunicazione, arte e psicologia.
Il tema della pubblicazione è la progettualità in tutte le sue forme, con spiccata attenzione verso la percezione, la sperimentazione, la ricerca e il funzionamento del cervello.
Il progetto si basa su un paradosso di forma: descrivere il futuro tramite una tecnica antiquata. La connotazione sarà strettamente 1.0; non è prevista interazione con gli utenti, non sarà quindi possibile commentare o votare i contributi tramite i consueti meccanismi social.
La connotazione classica si riscontra anche in altri aspetti: i tipici contenuti web attuali sono caratterizzati da notevole brevità e dalla trattazione di temi di stretta attualità. Bootleg vuole invece distinguersi per gli approfondimenti verticali e per la trattazione di temi di ampia longevità.

Ogni singolo bootleg rimarrà online fino all’uscita del numero successivo e poi sarà irreperibile, se non attraverso canali non ufficiali.